Dall'1 gennaio 2015 l'Unione Europea ha imposto l'eliminazione completa dal mercato del vecchio e superdannoso gas refrigerante R22, conosciuto anche come R422. Questo per via dell'elevata pericolosità di tale gas che emette elevatissime quantità di anidride carbonica nell'atmosfera, causa di gravi danni allo strato di ozono del nostro Pianeta. Ecco perché, ad oggi, i gas refrigeranti più impiegati per la costruzione di impianti di raffreddamento sono l'R-410A e l'R32.

Secondo la nuova legislazione in vigore, quindi, non è più possibile utilizzare il gas R22 vergine in quanto bandito ufficialmente. Che fare quindi?

Non ti preoccupare: City Clima è un'azienda certificata FGAS e dispone di tecnici ed esperti altamente qualificati in grado di sostituire il gas refrigerante R22 ancora in uso nel tuo dispositivo con il suo gas sostitutivo molto più ecologico e con ridotto impatto ambientale, l'R-410.

Daikin sembra sostituire R32 nel 2023

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Come sostituire l’R22

Innanzitutto, è essenziale mettere in chiaro una cosa: non è possibile sostituire solamente il gas e mantenere l’apparecchio intatto. È necessario sostituire il vecchio apparecchio che funziona con l’R22 con un altro dispositivo funzionante con un gas ecologico e a ridotto impatto ambientale: l’R-410A. Ma non si può salvare proprio nulla dal vecchio apparecchio? Certamente, le tubature!

Aspetta però: per procedere con questa operazione è bene affidarsi ad un’azienda certificata FGAS ed ai suoi tecnici qualificati che conoscono a memoria i vari passi da seguire. Si tratta, quindi, di un’operazione chirurgica a tutti gli effetti. In primis, è necessario recuperare il vecchio gas tramite un’attività di “pump down”, dopodiché si procede con il lavaggio delle tubature tramite appositi prodotti per eliminarne qualsiasi traccia. Questa è una fase fondamentale perché la presenza di residui di R22 all’interno delle tubature può causare la formazione di grumi che potrebbero danneggiare il compressore. A volte poi è necessario dover ridurre il diametro delle tubature attraverso operazioni di saldatura con conseguente pulizia delle condotte. Infine, bisogna ripassare i nuovi cavi, procedere all’installazione di un nuovo magnetotermico adeguato e collegare gli apparecchi all’impianto. Ma non finisce qui! C’è anche da mettere il gas in pressione (precisamente a 40 bar), verificare le giunture ed eseguire un “check” finale sull’impianto in funzione.

Il Regolamento FGAS, riguarda tutti gli operatori e le imprese che lavorano con gas fluorurati, sfruttati principalmente in impianti di refrigerazione, climatizzazione o di spegnimento.  È stato emanato dall’Unione Europea nel 2014 ed essendo un Regolamento Europeo è direttamente applicabile in modo automatico a tutti gli stati membri. Ma qual è lo scopo di questo regolamento?

L’obiettivo del FGAS è quello di ridurre drasticamente l’uso e l’emissione di gas fluorurati (HFC), idroclorofluorocarburi e clorofluorocarburi, sostanze molto dannose per l’atmosfera del nostro Pianeta, in particolare per lo strato di ozono. Il cuore del Regolamento, infatti, è rappresentato dalle numerose restrizioni all’immissione in commercio dei gas fluorurati ad effetto serra che potranno essere venduti ed acquistati solamente da imprese che dispongono di una specifica certificazione (quella FGAS, appunto).

Ecco, quindi, che si arriva a parlare della certificazione FGAS. Tale certificazione è conseguibile da tutte quelle persone fisiche che svolgono attività di installazione, assistenza, manutenzione, riparazione e controllo di impianti di refrigerazione, climatizzazione o antincendio e solamente tramite uno specifico percorso di formazione.

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