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Dall'1 gennaio 2015 l'U. E. ha imposto l'eliminazione completa dal mercato del vecchio e superdannoso gas refrigerante R22.
Questo per via dell'elevata pericolosità che emette elevatissime quantità di anidride carbonica nell'atmosfera, causa di gravi danni allo strato di ozono del nostro Pianeta.
Ecco perché, ad oggi, il gas refrigerante più impiegato è l'R-32..
Secondo la nuova legislazione in vigore, quindi, non è più possibile utilizzare il gas R-22 vergine in quanto è stato bandito ufficialmente dalla UE.
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Come sostituire il gas R22 o il gas R410?!!

Innanzitutto, è essenziale mettere in chiaro una cosa: non è possibile sostituire solamente il gas e mantenere i vecchi apparecchi.
È necessario sostituire il vecchio apparecchio che funziona con l’R22 con un altro dispositivo funzionante con un gas ecologico a ridotto impatto ambientale: l’R32.
Stessa procedura per il gas 410a.

Bisogna cambiare anche le tubazioni?

Non serve, almeno che non siano rovinate.
Si tratta, quindi, di un’operazione chirurgica a tutti gli effetti. In primis, è necessario recuperare il vecchio gas tramite un’attività di “pump down”, dopodiché si procede con il lavaggio delle tubature tramite "appositi detergenti" per eliminarne qualsiasi traccia. Questa è una fase fondamentale perché la presenza di residui di R22 all’interno delle tubature può causare la formazione di grumi che potrebbero danneggiare il compressore. A volte poi è necessario dover ridurre il diametro delle tubature attraverso operazioni di saldatura con conseguente pulizia delle condotte. Infine, bisogna ripassare i nuovi cavi, procedere all’installazione di un nuovo magnetotermico adeguato e collegare gli apparecchi all’impianto. Ma non finisce qui! C’è anche da verificare le giunture, mettere il gas in pressione ed eseguire un “check” finale sull’impianto in funzione.
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Può farlo il mio idraulico e è megglio affidarsi a un'azienda specializzata?!

Per gestire questi lavori con saldature ad alta pressione serve molta praticità del personale.
I collaudi specifici con 40 bar di azoto sono fondamentali, eseuiti da altrettanti tecnici spcializzati, che conoscono a memoria i passaggi da seguire, inoltre, da anni è stata stabilita una normativa europea che viene gestita dal Ministero dello Sviluppo per cui bisogna essere in possesso di patentini Fgas, il tutto secondo le normative attuali regolate dalla certificazione F-Gas.
Il Regolamento FGAS, riguarda tutti gli operatori e le imprese che lavorano con gas fluorurati, sfruttati principalmente in impianti di refrigerazione, climatizzazione o di spegnimento.  È stato emanato dall’Unione Europea nel 2014 ed essendo un Regolamento Europeo è direttamente applicabile in modo automatico a tutti gli stati membri. Ma qual è lo scopo di questo regolamento?
L’obiettivo del FGAS è quello di ridurre drasticamente l’uso e l’emissione di gas fluorurati (HFC), idroclorofluorocarburi e clorofluorocarburi, sostanze molto dannose per l’atmosfera del nostro Pianeta, in particolare per lo strato di ozono. Il cuore del Regolamento, infatti, è rappresentato dalle numerose restrizioni all’immissione in commercio dei gas fluorurati ad effetto serra che potranno essere venduti ed acquistati solamente da imprese che dispongono di una specifica certificazione (quella FGAS, appunto).
Ecco, quindi, che si arriva a parlare della certificazione FGAS. Tale certificazione è conseguibile da tutte quelle persone fisiche che svolgono attività di installazione, assistenza, manutenzione, riparazione e controllo di impianti di refrigerazione, climatizzazione o antincendio e solamente tramite uno specifico percorso di formazione.

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