La Storia di Konosuke Matsushita

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La storia di Panasonic.

 

Il 27 novembre 1894 a Wasamura, villaggio agricolo a est di Wakayama (Giappone), nasce Konosuke Matsushita. Ultimo di otto figli, suo padre è membro del consiglio del villaggio e la famiglia vive nell’agio. Questa serenità dura poco: il padre di Konosuke perde tutto speculando sul mercato del riso. E la famiglia viene costretta a vendere la casa e i terreni che possedeva da generazioni. Konosuke viene mandato ad Osaka all’età di nove anni per lavorare come apprendista. E’ solo un ragazzo che, tutto solo, separato dalla famiglia e catapultato in un mondo sconosciuto, muove nel 1903 i primi passi che lo porteranno a fondare un gruppo che oggi ha radici in tutto il mondo, con oltre 200 filiali in 45 nazioni e un totale di 293.000 dipendenti. E fu proprio Konosuke Matsushita che, superando una serie continua di ostacoli è riuscito a porre le fondamenta di un successo così grande. Come ha potuto un bambino di nove anni, tutto solo, separato dalla famiglia e catapultato in un mondo sconosciuto in un giorno del 1903, raggiungere una meta così ambiziosa? quali erano i suoi sogni? le sue idee su come condurre un'azienda? Cercheremo di ripercorrere la lunga strada che ha portato Konosuke Matsushita fino alla vetta.

Konosuke Matsushita

The Man, The Vision, The Company

"Ho cominciato a lavorare a Osaka come apprendista in un negozio che vendeva bracieri a carbonella. I bracieri che vendevamo venivano costruiti su richiesta. I proprietari erano quindi sia produttori, sia commercianti. Io osservavo come lavorava il figlio del proprietario e lucidavo le basi dei bracieri con una spazzola di crine di cavallo. Questo fu il mio ingresso nel mondo del lavoro. Fino al giorno prima avevo dormito in una camera con mia madre. Improvvisamente mi trovavo a dormire da solo in un negozio. Piangevo tutte le notti. Non riuscivo a trattenermi. Forse ero un po' piagnone, però mia madre mi mancava tanto. Non che fossi particolarmente triste ma mi prendeva un senso di solitudine."

Il negozio chiude tre mesi dopo e Konosuke trova impiego presso un negozio di biciclette chiamato Godai. In quel periodo le biciclette, più che un mezzo di trasporto, erano oggetti di lusso, molto costosi. Konosuke entra in un mondo nuovo, ancora pionieristico. All'età di tredici anni vende biciclette in proprio. Lavorando comincia a comprendere una serie di regole fondamentali: la necessità di avere una buona reputazione, l'arte di una gestione corretta e scrupolosa, e più di tutto, l'attitudine a dare importanza al cliente.

Fino ai 15 anni la vita di Konosuke segue la traccia segnata dalle vicende famigliari. Un giorno però, mentre guarda passare i tram, decide improvvisamente che si sarebbe occupato di qualcosa che avesse a che fare con l'elettricità. L'elettricità che muoveva i tram. L'elettricità che dava una luce così brillante. E’ un punto di svolta nella sua vita. Trova un impiego presso l'Azienda Elettrica di Osaka, a quei tempi Kansai Electric Power e si iscrive ai corsi serali.

Quando Konosuke sposa Mumeno ha vent'anni, lavora ancora all'Azienda Elettrica di Osaka ed è impegnato a sviluppare un nuovo tipo di presa elettrica. Cagionevole di salute fin da bambino, molto spesso è costretto a prendere dei congedi per malattia e passare dei periodi a letto. Questi frequenti periodi di riposo forzato lo portano a lunghe riflessioni sul suo futuro, fino a maturare l’idea di produrre in proprio componenti elettrici. Quando si licenzia per iniziare l'attività in proprio non ha nemmeno i soldi per acquistare una macchina o produrre uno stampo con cui costruire una presa. Ma Konosuke è pieno di ottimismo. E’ certo che la luce elettrica avrebbe avuto un futuro molto importante.

Il 17 marzo 1918 lascia il piccolo laboratorio per un ambiente più ampio, sempre ad Osaka e fonda la Matsushita Electric Appliance Factory per costruire e vendere componenti per impiantistica. La storia della Matsushita è iniziata.

La società vede al lavoro lo stesso Konosuke e due operai, affaccendati su due piccole presse. I primi due prodotti sono un portalampada con presa elettrica, inventata da lui stesso, e l'adattatore per due luci, conosciuto anche come doppia presa. I prodotti sono eccellenti dal punto di vista tecnico e con un prezzo ragionevole. Si rivelano un successo immediato. La domanda supera presto la capacità produttiva. Per Konosuke è la prima verifica di una convinzione: i prodotti di buona qualità a prezzi ragionevoli incontrano il favore del pubblico.

All’età di 28 anni Konosuke, ora proprietario di una piccola fabbrica, sviluppa un nuovo tipo di fanalino a batteria per biciclette. A quei tempi la maggior parte dei fanalini utilizzavano candele a petrolio, che si spegnevano al minimo soffio d’aria. Altri si affidavano all’acetilene, più costoso, oppure a batterie che duravano poche ore e si rompevano al minimo urto. Konosuke decide di produrre un fanalino che durasse nel tempo, resistente a urti e intemperie. Dopo un lungo periodo di prove, riesce a produrre un fanalino a batteria con una durata media di 30-40 ore, dieci volte di più di qualsiasi altro modello disponibile. I negozi di biciclette però sono prevenuti verso i fanalini a batteria, considerati poco economici e per niente affidabili. Nessuno vuole il suo prodotto rivoluzionario. Konosuke decide che si sarebbero convinti solo provando essi stessi. Li visita tutti personalmente dando loro un fanalino perché ne testassero da soli autonomia ed efficienza. La sua strategia ha un successo clamoroso. I negozianti si convincono e gli ordini cominciano letteralmente a piovere.

Nel 1927, la Matsushita produce il ferro Super Iron e il fanalino cubiforme, il primo prodotto a fregiarsi del marchio National. "Fanalino National - pagalo poco, usalo molto"; così suona lo slogan che Konosuke inventa per il suo primo annuncio su un quotidiano.
Konosuke è convinto che un buon prodotto a un prezzo ragionevole avrebbe soddisfatto il pubblico, e che è fondamentale per un'azienda far conoscere i propri prodotti tramite la pubblicità. Konosuke si impegna a fondo in questa direzione, aperto alle idee dei suoi collaboratori più giovani e desideroso di rimanere al passo con i tempi.

"In quel periodo imparai una cosa importante: che devi dire la verità. Avevo detto a un negoziante: ho prodotto questo e mi è costato questo; allora lui mi ha risposto: allora vendimelo a questo prezzo. Il margine che hai ti basta per andare avanti? Ho condotto i miei affari con questo tipo di mentalità. Se la Matsushita Appliance Factory aveva uno stile in quel periodo, credo fosse questo. I nostri prodotti erano semplici e non richiedevano tecniche complicate. Producevamo oggetti innovativi uno dopo l'altro e li proponevamo ai negozianti. La loro qualità non era inferiore a quella della concorrenza.

Se qualcosa è nuovo e di buona qualità, allora lo si vende bene. In questo modo i prodotti Matsushita entrarono gradualmente sul mercato e nel frattempo cominciò a prendere forma la mia personale filosofia, cioè l'insieme delle mie idee di come ci si deve muovere nel campo degli affari. Alla fine questa filosofia divenne la guida per la politica aziendale della società".

Sulla base di quest'ottica molto aperta, Konosuke fissa per le società una serie di linee guida e di obiettivi realistici e si concentra sullo sviluppo di nuove idee. La sede della Matsushita e i suoi principali impianti vengono spostati per far fronte ad una richiesta sempre crescente. La società viene ribattezzata Matsushita Electric Works e ridefinisce obiettivi e principi aziendali: "se un'istituzione pubblica appartiene alla collettività, una grande azienda deve dedicarsi al progresso della società e al benessere comune."

Come sempre proiettato nel futuro, Konosuke concentra i propri sforzi per sviluppare una radio affidabile. La radio National Tosen-go vince il primo premio come migliore apparecchio radiofonico da parte della NHK, la società radiofonica giapponese.

Il Giappone è un paese ricco di acqua, un bene prezioso ed economico. Konosuke si ispira ad essa quando afferma che bisogna sforzarsi per offrire oggetti utili che migliorano la qualità della vita rendendola più economica e più prospera, con una produzione costante, come lo scorrere di un fiume.

Konosuke è deciso a compiere la sua missione di industriale. Nel 1923 raduna tutti i lavoratori della Matsushita Electric e annuncia un piano lungo 250 anni in cui inserire l'evoluzione complessiva della compagnia. Ogni fase avrebbe dovuto iniziare con un periodo di costruzione lungo 10 anni, seguito da un periodo di applicazione anch'esso di 10 anni e da un successivo periodo di completamento di 5 anni. Il tutto in un ciclo di 25 anni. Il piano, straordinario per la durata della sua concezione, avrebbe dovuto essere costituito da 10 cicli di 25 anni ciascuno.

In Matsushita l'anno 1923 è ancora oggi considerato l'anno uno della missione. Nel 1933, basandosi sulle proprie concezioni, Konosuke struttura il sistema per divisioni; incoraggia ogni lavoratore a comprendere l'importanza e le responsabilità del proprio ruolo e ad apprezzarne il valore; a utilizzare appieno le proprie abilità e a imparare a vivere serenamente sia il proprio lavoro sia il proprio tempo libero. L'azienda, dal canto suo, avrebbe affidato quante più responsabilità ai lavoratori stessi, ritenendolo il modo più giusto per produrre una crescita completa di tutta la compagnia.

Ogni divisione della società sarebbe diventata un'entità autosufficiente con piena responsabilità per tutti gli aspetti aziendali, comprese la ricerca e lo sviluppo, la produzione, la vendita e la contabilità. Il notevole successo della Matsushita Electric deve molto alle implicazioni di questa intuizione. Negli anni '30 la Matsushita Electric consolida le sue basi come realtà imprenditoriale; contemporaneamente Konosuke, obiettivo dopo obiettivo, realizza la propria crescita umana e professionale.

Già nel 1929 la grande depressione innescata dalla caduta borsistica di Wall Street aveva fatto sentire i suoi effetti devastanti in tutto il mondo. Anche la Matsushita Electric viene colpita pesantemente e i suoi magazzini per la prima volta rimangono pieni di prodotti invenduti. Konosuke deve decidere se iniziare a licenziare i propri dipendenti o ricorrere a finanziamenti esterni per permettere la sopravvivenza della società. Ha invece l'idea di dimezzare la produzione. Questo avrebbe permesso di risparmiare capitali e di ridurre il periodo di tempo in cui i capitali sarebbero rimasti inattivi. Dopo gli sforzi che ognuno aveva fatto per raggiungere insieme dei risultati così importanti, sarebbe stato ingiusto lasciare a casa anche un solo dipendente. Suggerisce che gli operai della fabbrica lavorino solo mezza giornata; nel tempo restante avrebbero potuto riposare, ma percependo comunque l’intero salario.

"Avremmo aspettato che le cose migliorassero. In quel modo avremmo potuto gestire l'azienda anche con una riduzione di capitali. Ma alla forza vendita dissi che non ci sarebbero state vacanze e che ognuno si sarebbe dovuto impegnare per vendere gli stock arretrati. Furono tutti d'accordo. E tutti si offrirono per lavorare anche di domenica. Dopo due mesi di duro lavoro i magazzini erano vuoti: potemmo così tornare alla normale produzione a pieno ritmo. Quello era il nostro modo di superare le crisi. Un'esperienza che cambiò anche i dipendenti. Affrontare difficoltà di questo tipo genera una sorta di grande energia. Le nostre ambizioni non erano cambiate, semmai erano più forti di prima. Se avessi deciso di licenziare i dipendenti per superare la crisi, non credo che avremmo avuto il successo che è iniziato da allora".

Nonostante la poca salute, Konosuke investì tutte le sue energie nell'andare sempre oltre. Il Giappone però precipitò in una guerra che avrebbe portato terribili devastazioni e la sconfitta finale.
L'atmosfera del dopoguerra era caratterizzata da una diffusa delusione e da un'elevata indigenza. Konosuke si sentiva molto frustrato dall'idea di non poter offrire i beni che avrebbe voluto.

PHP - Peace and Happiness through Prosperity

Perché gente onesta che lavorava duramente doveva soffrire così? Gli esseri umani dovrebbero essere capaci di vivere in pace e serenità. C'è modo di realizzare un mondo felice e pacifico coniugando prosperità materiale e pienezza spirituale? Furono pensieri come questi che spinsero Konosuke a lanciare il movimento PHP. Convinto che il mondo avrebbe potuto essere un luogo migliore, Konosuke inizia a distribuire i volantini del PHP per strada, di fronte alla stazione di Osaka. Molti anni dopo, nel 1964, la Matsushita avrebbe donato un passaggio pedonale sopraelevato, il più grande del Giappone fino allora, nel punto in cui Konosuke era solito fermarsi.

"La gente è felice solo se la società genera sia benessere materiale, sia appagamento spirituale".
L'ambiente sociale e la situazione economica migliorano gradualmente e nel luglio 1950 la Matsushita Electric riprende in pieno la sua attività di produzione e vendita di elettrodomestici.
Al meeting delle politiche aziendali, nel gennaio 1956, Konosuke annuncia il suo piano quinquennale che avrebbe permesso alla società di quadruplicare le vendite e più che triplicare il capitale. Era insolito per quei tempi che una società privata annunciasse piani così a lungo termine e l'intervento desta grande attenzione. Konosuke afferma che era sicuro che gli obiettivi sarebbero stati raggiunti. Aveva ragione. Nel 1960 i risultati dell'azienda superano di gran lunga gli obiettivi previsti. Dietro questo straordinario successo c’era l'enorme impegno profuso dai dipendenti Matsushita in risposta al piano di Konosuke.

"Credo che la gestione di un'azienda dovrebbe basarsi sulle idee di molte persone. Solo una gestione di questo tipo può generare qualcosa di veramente potente. Ripeto sempre che è molto importante utilizzare la saggezza collettiva; questa sezione dovrebbe essere così... questo reparto così... e l'intera azienda dovrebbe essere gestita così... Tutti devono avere la possibilità di far ascoltare le proprie idee. Come disse Shakyamuni Buddha, "due teste sono meglio di una". Allora chiunque dovrebbe essere felice di ricevere consigli da più di dieci teste diverse. Non è giusto che le persone tengano per sé le proprie idee. Tutti devono poter esprimere liberamente le loro opinioni personali. Per questo devono sentirsi a loro agio nel comunicare con gli altri; chiunque dovrebbe poter parlare liberamente di fronte al proprio capo e viceversa. E' possibile trattarsi amichevolmente e mantenere rapporti rispettosi. Se riuscite a farlo, il vostro lavoro vi darà più soddisfazione".

Nel 1960 sbalordisce i propri dipendenti dichiarando che entro 5 anni la Matsushita Electric avrebbe adottato la settimana lavorativa di 5 giorni; cosa che si verifica come previsto nel 1965 introducendo, con la soddisfazione di tutti, la pausa per il week-end.

Per qualche anno l'impressionante crescita dell'economia giapponese del dopoguerra sembrava destinata a non arrestarsi più, ma nei primi anni '60 una brutta sorpresa attendeva il mondo industriale. La domanda cade improvvisamente, le vendite crollano e molti commercianti si trovano sommersi dai debiti. Konosuke al tempo non è più direttore generale, ma ricopre la carica di Presidente. Preoccupato per la grave situazione, convoca nel 1964 una conferenza di tre giorni nella località di villeggiatura di Atami, radunando i direttori delle principali fabbriche e dei punti vendita Matsushita Electric di tutto il Giappone. Lamentele e rimostranze si susseguono fino al giorno finale della conferenza. Konosuke afferma che secondo lui anche la Matsushita Electric ha delle responsabilità per la grave situazione in cui si trova. Ricorda il modo con cui tutti i negozianti avevano contribuito alla crescita della società in tanti decenni ed esprime anche in queste gravi circostanze la sua gratitudine per il loro ottimo lavoro.

"Vi ringrazio per aver partecipato a questa conferenza. Mi rendo contro delle difficoltà che state affrontando e vi prego di credere che ne siamo dispiaciuti. So anche quanto sia difficile oggi operare in campo economico e quanto sia complesso gestire un'azienda. La nostra speranza è di ripartire da capo sulla base dell'esperienza che la Matsushita Electric ha accumulato sino ad oggi".

Alla fine della conferenza, Konosuke offre personalmente a tutti una pergamena su cui è scritto a mano "Vivere e Prosperare Insieme". Dopo di che Konosuke si assume personalmente la responsabilità della direzione delle vendite al pubblico, lanciando una massiccia riforma di tutto il settore commerciale.

Periodicamente discute con il suo staff sul significato del lavoro e sull'atteggiamento che avrebbero dovuto tenere.

"La Matsushita Electric non appartiene a nessuno, è un'istituzione pubblica; appartiene alla società. Noi siamo stati semplicemente incaricati della sua gestione. Dare il giusto valore a questa responsabilità può essere la nostra idea guida. La nostra istituzione ha il compito di produrre, è molto bella e appartiene al pubblico. Noi abbiamo semplicemente in prestito questa istituzione, e abbiamo il dovere di farci carico delle nostre responsabilità con lealtà e correttezza per conto della società. Tutti i nostri sforzi di conservare e ampliare l'azienda devono partire dalla consapevolezza chiara e disinteressata di avere un dovere da compiere. Un dipendente che compie il suo dovere è fondamentalmente indipendente. Il termine dipendente va inteso nel suo significato più profondo: la Matsushita è un dipendente della società civile. Ogni volta che la società ci richiede la creazione di un prodotto, noi rispondiamo affermativamente. Tutti i 35.000 dipendenti, me compreso, sono dipendenti della società. Chi interpreta la propria posizione in quest'ottica, vede ampliarsi i propri orizzonti. E' questo per me il vero significato di dipendente di un'azienda".

Konosuke si dimette dalla presidenza nel 1973 affermano di sentirsi come se stesse tornando al passato, dandosi idealmente una pacca sulla spalla e congratulandosi con sé stesso per aver fatto un buon lavoro. Mantiene un legame con l'azienda come consigliere esecutivo, continuando a profondere, come sempre, interesse ed entusiasmo nello sviluppo costante dell'azienda. Allo stesso tempo, con l'associazione PHP, continua a lavorare per il benessere della società civile, nella speranza che raggiunga uno sviluppo stabile per il Giappone e per il mondo. Unitamente a uno stato di prosperità, felicità e serenità per tutto il genere umano. Il movimento PHP ha visto aggregarsi persone da tutte le nazioni e anche oggi è in continua espansione.

"Si dice che a 60 anni una persona inizia un nuovo ciclo vitale e riparta completamente da capo. Tre di noi avviarono quest'azienda 60 anni fa. Oggi siamo alla soglia di una nuova partenza, questa volta con 100.000 lavoratori. Fra 60 anni io non ci sarò di sicuro, e probabilmente nemmeno voi, ma credo che per allora l'azienda sarà enormemente cresciuta. E' pensando a questo che voglio ringraziarvi dal più profondo del cuore. Per aver lavorato duramente negli ultimi 60 anni. Grazie a tutti."

Il 27 Aprile 1989 la lunga vita di Konosuke Matsushita volge al temine. Ha 94 anni.

Termina così la storia di un uomo sempre pieno di entusiasmo e gratitudine, che non ha mai perso la voglia di affrontare le sfide e di realizzare qualcosa di nuovo. La sua vita ci presenta l'affascinante esempio di uno spirito sempre attivo e curioso. Un bell'esempio anche per il nostro modo di concepire la vita.

"Ognuno di noi ha il suo sentiero da percorrere.
Nessuno sa dove lo porterà. Se sarà facile o sarà difficile.
A volte può essere ampio, a volte stretto.
In alcuni momenti lineare, in alcuni sassoso.
Eppure non abbiamo scelta, lo dobbiamo seguire.
E' il nostro sentiero"
Konosuke Matsushita

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